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I miei sette padri sbagliati, maledetti uomini

I miei sette padri sbagliati, maledetti uomini 1210 1656 Marta Stella

I miei sette padri sbagliati, maledetti uomini

Gli occhi del bambino osservano il campionario umano che gli scorre davanti: figure maschili eccentriche, scomposte, a volte violente. Soprattutto con la madre, che tenta di aggiustare fidanzati “rotti” e resta inerme. Ma non ci sono sconti né condanne: solo la fragilità nuda degli adulti e un’infanzia esposta alle loro scelte. Conversazione con Andrev Walden, che racconta la sua storia selvatica di bambino cresciuto tra natura e disincanto, facendosi salvare dal lato comico

Sempre dalla parte delle bambine ribelli

Sempre dalla parte delle bambine ribelli 1212 1654 Marta Stella

Sempre dalla parte delle bambine ribelli

Per Adela Turin era urgente pensare ai bambini e alle bambine, per questo si separa da Rivolta Femminile nel 1975 e inizia la sua mirabolante e rivoluzionaria avventura editoriale, la casa editrice Dalla parte delle bambine. Favole di libertà, amicizia, ribellione. Contro “le cento micidiali guerre maschili”. I diritti sono scaduti, ma le bambine leggono Adela in tutto il mondo

La ragazza che corre da sola nelle terre selvagge

La ragazza che corre da sola nelle terre selvagge 1213 1655 Marta Stella

La ragazza che corre da sola nelle terre selvagge

Un paio di stivali rubati, un mantello, una fuga in mezzo a un mondo devastato, più che crudele: indifferente. Lauren Groff ci racconta il suo ultimo romanzo, gli uomini e la natura che prendono il sopravvento, l’orrore ispirato a fatti davvero accaduti anche se dimenticati. Un viaggio nella natura umana che ritrova nel suo essere primitiva barlumi di luce, che servono anche oggi

Resta vigile per tutta la vita

Resta vigile per tutta la vita 1210 1654 Marta Stella

Resta vigile per tutta la vita

Il Manifesto delle 343, la legge sull’aborto, il salotto sulla Rive Gauche di Simone de Beauvoir, i momenti epici che fanno la Storia. Conversazione con Claudine Monteil, ragazza degli anni Settanta proiettata nel futuro

Una guerriera con la corazza lamé

Una guerriera con la corazza lamé 1209 1655 Marta Stella

Una guerriera con la corazza lamé

La loro forma di liberazione è l’arte selvaggia. La loro autocoscienza è il teatro, dove gli uomini non possono entrare se non accompagnati da una garante. Ecco le femministe psichedeliche e (non più) dimenticate. Prima di Carla Lonzi, c’è stata la rivolta napoletana degli anni Settanta. Negli slogan e nella liberazione di oggi, le tracce delle Nemesiache.

Conversazione con Margaret Atwoow – Review, Il Foglio

Conversazione con Margaret Atwoow – Review, Il Foglio 1211 1654 Marta Stella

Il tempo si muove attraverso di me

Margaret Atwood apre la sua tana: ogni scrittore è almeno due creature, chi vive e chi scrive. Le controfigure, le svolte sbagliate, crinoline, nylon e amori perduti. Conversazione in movimento sul suo memoir, sul grande distopico oggi, sul manoscritto per i lettori del 2114 e sulle ragazze coraggiose, dalle cameriere canadesi alle ancelle di Gilead.

Marta Stella: «Maternità, diritto all’aborto e scelte: noi donne viviamo ancora in clandestinità» – 7Corriere

Marta Stella: «Maternità, diritto all’aborto e scelte: noi donne viviamo ancora in clandestinità» – 7Corriere 853 1280 Marta Stella

Un racconto che intreccia le vite di chi ha scritto il femminismo, «un pugno nelle stomaco per noi oggi»

I l titolo, prima di tutto. Anzi, il sottotitolo: appropriato, calzante perché questo non è un saggio, non è un romanzo nel senso più canonico, non è un memoire nemmeno un reportage. Quello che ha scritto Marta Stella, e che Bompiani manda in libreria il 7 febbraio, è un vero e proprio «romanzo delle donne», un racconto corale che lega Emma Bonino e Adele Faccio, Eugenia Roccella e Carla Lonzi. Storie diversissime tra di loro ma tenute assieme dal titolo del libro, Clandestine . Perché quando si parla di aborto e, più in generale, di scelte sulla maternità, siamo tutte un poco clandestine. Basta guardarci intorno: c’è la collega che ha quasi timore nel rivelare una gravidanza perché il posto di lavoro potrebbe finire all’asta, c’è la trentenne che trema all’idea di rimanere incinta perché ha una situazione economica precaria, c’è chi l’aborto lo ha vissuto sulla propria pelle e questo basta a riaprire ferite dolorose.
Nessuna si senta lontana da questo alveo, sembra dirci Stella, che – nemmeno quarantenne e madre da poco – intreccia il racconto in prima persona di una donna che ha abortito a Milano negli anni Sessanta (quando, per la legge fascista, quella scelta era ancora «un atto contro l’integrità e la sanità della stirpe») e le storie delle tante donne che hanno combattuto in prima persona, più o meno in clandestinità, per costruire quella grande casa ancora oggi in ebollizione e in evoluzione che si chiama «femminismo». E che, come precisa la stessa autrice, «non fu affatto un idillio, anzi».

«HO LA SENSAZIONE CHE NON CI SIA STATO UN PASSAGGIO DI CONSEGNE: FRA CHI HA COMBATTUTO. MOLTE SONO IGNORATE O FRAINTESE»

Già, perché Clandestine non è mai assolutorio, mai condiscendente: è un’analisi serrata e lucida delle tante idee che hanno costellato l’autodeterminazione delle donne dagli Anni Sessanta a oggi. «Idee spesso in contraddizione tra di loro, qualche volta in contrapposizione», commenta Stella, giornalista, curatrice di festival culturali e autrice di un documentario. Questo è un punto centrale del libro: oggi, a distanza di poco meno di sessant’anni, siamo portati a pensare che il percorso di lotta femminista sia stato un glorioso avanzare, univoco e armonioso, contro il patriarcato. «Ma non è stato così, perché, studiando a fondo le storie di queste donne, ho rilevato che spesso la pensavano in modo profondamente diverso tra di loro, anche su una questione cruciale come la maternità», dice. Tutto comincia con la lettura del romanzo L’evento , del premio Nobel per la letteratura 2022 Annie Ernaux: è il resoconto crudo e realistico di un aborto nel 1963.

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Conversazione con Annie Ernaux – 7 Corriere della Sera

Conversazione con Annie Ernaux – 7 Corriere della Sera 815 1114 Marta Stella

“Ora ho uno studio mio. Ho iniziato a scrivere”. Ancora oggi non so davvero perché abbia inviato questo messaggio a quell’ex ragazza del ’68, prima di tutti. So però che quella notte ho deciso che un fatto intimo, clandestino, doveva diventare collettivo. E che la letteratura su questo “evento” è rimasta per troppo tempo soffocata, priva di dettagli, tanto orribili quanto comuni, con cui la Storia delle donne non ha ancora davvero fatto i conti.

La sua esperienza, come quella di tante donne, è anche quella della scrittrice Annie Ernaux, che torna in Italia con un nuovo libro, L’evento, tradotto e curato da Lorenzo Flabbi per L’orma editore, sul suo aborto clandestino in Francia nel 1963, quando era ancora illegale. È lei ad accompagnarmi, con una lunga conversazione in anteprima per l’Italia per 7 Corriere della Sera, in un viaggio che ripercorre la legge 194 in Italia e nel mondo.

«Racconta di avere camminato con questo segreto nel corpo, come una cosa sacra, divisa tra il senso di orrore, bellezza ma anche fierezza, “forse la stessa dei navigatori solitari, dei drogati e dei ladri, quella di essersi spinti fin dove gli altri non oserebbero mai andare”. Quanto è difficile spiegare questo orgoglio andando oltre il pregiudizio, la morale e il pietismo con cui questo evento è stato perlopiù raccontato?».

«Quel che ho voluto fare, scrivendo questo libro, è stato trasformare l’esperienza necessariamente particolare di una donna in qualcosa che oltrepassasse la sua singolarità o, per meglio dire, in qualcosa di universale, nella misura in cui tutto ciò ha a che fare con la legge, la vita e la morte. E non potevo tacere l’orgoglio segreto di aver sfidato un divieto e di essere sprofondata in uno stato di derelizione che, di fatto, aveva ampliato il mio universo».

(Anteprima su Corriere della Sera, 7 novembre 2019, versione cartacea e online, e cover story per 7 Corriere della Sera, 8 novembre 2019)

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